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Il 24 luglio 2024 segna un momento cruciale per le imprese italiane con l’adozione del tanto atteso Decreto attuativo del Piano Transizione 5.0. Questo decreto rappresenta un passo decisivo per tutte le aziende che stavano attendendo chiarezza e concretezza nelle misure previste dalla revisione del PNRR, introdotta alla fine del 2023.

Il nuovo decreto, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, apre le porte a una serie di incentivi e agevolazioni che possono davvero fare la differenza per le imprese orientate all’innovazione e alla sostenibilità.

In particolare, per gli investimenti del 2024 e 2025, sono stati fissati due obiettivi principali:

  1. Target M7-41: entro il secondo trimestre del 2026, dovrà essere notificata la concessione di tutte le risorse PNRR destinate all’intervento, pari a 6,3 miliardi di euro;
  2. Target M7-42: entro lo stesso periodo, dovrà essere raggiunto un risparmio di 0,4 Mtep nel consumo di energia finale per il periodo 2024-2026.

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Decreto Transizione 5.0: chi sono i beneficiari?

Il Decreto Transizione 5.0 introduce un credito d’imposta significativo, destinato a promuovere investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e sostenibilità energetica. Le aziende potranno beneficiare di aliquote agevolative fino al 45% dei costi sostenuti, con ulteriori maggiorazioni per gli impianti fotovoltaici ad alta efficienza.

Questo incentivo, che mira a sostenere le imprese verso una transizione energetica e digitale, è utilizzabile in compensazione dopo il completamento del progetto di innovazione. Le aziende avranno la possibilità di sfruttare questo credito fino al 31 dicembre 2025, con eventuali importi non utilizzati che potranno essere spalmati su cinque quote annuali fino al 2030.

Possono usufruire del beneficio tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato e le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

Il credito d’imposta è subordinato all’idoneo adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori, così come al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Inoltre, è importante evidenziare che non possono accedere a questa misura le imprese:

  • in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, o concordato preventivo senza continuità aziendale;
  • sottoposte ad altra procedura concorsuale o con procedimenti in corso per dichiarazione di tali situazioni;
  • destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.

Aliquote, investimenti e spese ammesse

Gli investimenti previsti dal Decreto Transizione 5.0 includono nuovi investimenti effettuati negli anni 2024 e 2025 nell’ambito di progetti di innovazione volti a ridurre i consumi energetici. Sono ammissibili al beneficio fiscale i progetti di innovazione avviati a partire dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025, che prevedono investimenti in beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’attività d’impresa, come indicato negli allegati A e B di Industria 4.0.

Le imprese interessate potranno accedere a 9 diverse aliquote agevolative, fino al 45% del costo sostenuto, con possibili maggiorazioni in caso di impianti fotovoltaici particolarmente efficienti. Il credito d’imposta Transizione 5.0 viene determinato sulla base di due fattori principali:

  1. valore del progetto di innovazione 5.0: fino a un massimo di 50 milioni di euro per anno di completamento dell’investimento, con 3 scaglioni di investimento previsti;
  2. risparmio energetico annuale ottenuto: questo deve essere pari ad almeno il 3% per la struttura produttiva o al 5% per il processo interessato dall’investimento, rispetto ai consumi energetici registrati nell’anno precedente all’avvio del progetto.

Dato che gli scaglioni e le relative percentuali si applicano alla singola impresa e anno di completamento del progetto di innovazione, le aziende possono massimizzare il beneficio portando a termine un progetto di innovazione 5.0 nel 2024 e avviandone un altro nel 2025, così da “raddoppiare” l’applicazione dell’aliquota più vantaggiosa riferita al primo scaglione da 2,5 milioni di euro.

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione dopo cinque giorni dalla trasmissione dell’elenco delle imprese beneficiarie all’Agenzia delle Entrate, entro il 31 dicembre 2025, tramite modello F24, e l’ammontare non utilizzato può essere riportato in avanti e utilizzato in cinque quote annuali di pari importo.

Per supportare le imprese nell’ottimizzazione e nella gestione del credito d’imposta Transizione 5.0, il team di FLAMME è a disposizione per offrire consulenza e assistenza personalizzata, garantendo una guida esperta attraverso l’intero processo.

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L’iter di accesso al credito d’imposta del Piano Transizione 5.0

Per poter avere accesso al credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 5.0, le imprese devono seguire questi passaggi:

  • comunicazione ex ante: prima di completare il progetto, è necessario inviare una comunicazione preliminare con certificazione che attesti la riduzione dei consumi energetici prevista. In seguito, si riceverà una comunicazione di credito prenotato;
  • comunicazione di avanzamento: entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione del credito prenotato, è necessario inviare una comunicazione con i dettagli delle fatture e degli ordini accettati, a fronte del pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione degli investimenti in beni strumentali;
  • comunicazione ex post: entro il 28 febbraio 2026, sarà necessario inviare una comunicazione finale con certificazione che dimostri l’effettiva realizzazione degli investimenti e il possesso della perizia di interconnessione per i beni 4.0, oltre alla certificazione della documentazione contabile. In seguito, il GSE fornirà una comunicazione sull’importo del credito d’imposta utilizzabile.

Dovranno essere fornite anche le certificazioni tecniche attestanti i risultati ottenuti, fondamentali per la determinazione del valore del credito d’imposta. Inoltre, le imprese devono conservare e rendere disponibili per ispezioni tutte le documentazioni necessarie, comprese certificazioni, perizie, fatture e documenti di trasporto relativi ai beni agevolati. La dicitura da riportare sulla documentazione deve fare riferimento all’articolo 38 del decreto-legge n. 19 del 2024 e deve essere apposta a partire dalla comunicazione di prenotazione del credito d’imposta.

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