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Il piano Transizione 5.0, pensato per sostenere l’innovazione e la sostenibilità energetica delle aziende italiane, sta incontrando più ostacoli del previsto. A più di due mesi dall’apertura della piattaforma Transizione 5.0 (dal 7 agosto per le comunicazioni preventive e dal 12 settembre per quelle di completamento), i risultati appaiono limitati. Fino ad ora, infatti, sono stati registrati meno di 200 progetti completati e circa 500 in bozza, con un valore complessivo di 150 milioni di euro, a fronte di una dotazione totale di 6,3 miliardi.

Le difficoltà principali risiedono nei numerosi vincoli burocratici e normativi, che rendono il percorso di accesso complesso per molte imprese.

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), consapevole di queste criticità, ha avviato un dialogo con la Commissione europea e con le parti sociali per introdurre modifiche e semplificazioni, così da facilitare l’accesso al credito d’imposta e migliorare l’efficacia del piano.

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Le sfide attuali

Tra le criticità principali legate all’attuazione del piano, troviamo i numerosi vincoli burocratici e normativi che scoraggiano le imprese e il divieto di cumulo con altri incentivi, nazionali o regionali, finanziati con fondi comunitari. Inoltre, esiste il requisito DNSH (Do No Significant Harm), che esclude dai beneficiari molti settori energivori salvo eccezioni limitate.

Proprio per far fronte a queste criticità, il MIMIT, in collaborazione con la Commissione europea, sta lavorando su varie proposte. Una task force dedicata è stata istituita per collaborare con le imprese, e il ministro Urso ha recentemente incontrato Confindustria per definire soluzioni e chiarimenti.

Le modifiche annunciate al piano Transizione 5.0

Alcune delle modifiche che verranno implementate al piano Transizione 5.0 sono già state anticipate. Tra queste:

  1. aumento delle soglie di investimento: il primo scaglione potrebbe essere elevato a 5 milioni di euro (rispetto agli attuali 2,5 milioni);
  2. incremento del credito d’imposta: il beneficio massimo potrebbe passare dal 45% al 50%;
  3. estensione delle spese ammissibili: con l’inclusione degli impianti di illuminotecnica e di refrigeramento/riscaldamento, se utilizzati per il processo produttivo;
  4. semplificazione delle procedure: riduzione della complessità nel calcolo dei risparmi energetici nei processi complessi e procedure più snelle per agevolare una partecipazione più ampia.

Parte di queste modifiche potrebbe essere già introdotta tramite emendamenti al decreto Ambiente o alla legge di bilancio 2025. Inoltre, il Ministero ha pubblicato diverse FAQ tra il 25 settembre e l’8 ottobre per rispondere ai dubbi delle aziende, in continuo aggiornamento per chiarire aspetti procedurali e operativi.

FLAMME, con il suo team di esperti, è pronta ad assistere le imprese nella navigazione delle complessità del piano Transizione 5.0, ottimizzando l’accesso ai benefici fiscali.

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Sintesi delle FAQ pubblicate fino ad ora sul sito del MIMIT

Le FAQ pubblicate forniscono importanti chiarimenti riguardo alle modalità di accesso e utilizzo delle agevolazioni previste dai programmi Transizione 4.0 e 5.0. Inizialmente apparse in maniera frammentaria sul sito del GSE, sono state successivamente trasferite in un dossier ufficiale sul sito del MIMIT.

Il team di esperti di FLAMME ha raccolto una sintesi delle principali tematiche trattate nelle FAQ, suddivisa in categorie. Vediamole insieme.

  • Divieti di cumulo: le agevolazioni connesse ai programmi di Transizione 5.0 non possono essere cumulate con altre sovvenzioni finanziate dall’Unione europea. Tale divieto si applica a strumenti come il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), e il Fondo per la Transizione Giusta (JTF), tra gli altri. È vietata, inoltre, la cumulabilità con il credito d’imposta Transizione 4.0 e il bonus ZES UNICA Mezzogiorno per le Zone Logistiche Speciali (ZLS).
  • Pagamento anticipato del 20%: non è richiesto un acconto per ciascun investimento separato, ma è necessario dimostrare il pagamento di almeno il 20% del costo totale dei beni strumentali e di almeno il 20% del costo totale degli impianti di autoproduzione, anche presso un singolo fornitore.
  • Interconnessione dei sistemi: entro il 31 dicembre 2025, l’interconnessione di macchinari e sistemi deve essere documentata tramite perizia tecnica o dichiarazione del legale rappresentante. La documentazione completa va inviata tramite una piattaforma dedicata entro il 28 febbraio 2026.
  • Considerazioni sugli investimenti già completati: per gli investimenti già conclusi, è comunque necessaria una comunicazione ex ante per poter beneficiare delle agevolazioni, seguita dall’invio della comunicazione di completamento, bypassando la fase “Conferma 20%”.
  • Risparmio energetico: i progetti di risparmio energetico devono rispettare soglie minime di efficienza per mantenere il credito d’imposta, con possibilità di accedere alla misura Transizione 4.0 in caso di percentuali di risparmio inferiori.
  • Impianti fotovoltaici: nel caso in cui sia già presente un impianto fotovoltaico, nel calcolo del fabbisogno energetico dovrà essere considerato il saldo netto dell’energia autoprodotta dall’impianto fotovoltaico preesistente. Inoltre, la potenza massima installabile dovrà essere ridotta del valore della potenza degli impianti di autoproduzione preesistenti.
  • Sostituzione di veicoli agricoli e forestali: per i veicoli agricoli, il passaggio obbligatorio a motori di tipo Stage V comporta una sostituzione documentata attraverso un certificato di rottamazione.

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Nonostante le complessità e le limitazioni del piano Transizione 5.0, le modifiche in arrivo offrono nuove opportunità per le imprese italiane che vogliono innovare e crescere in modo sostenibile.

La semplificazione delle procedure e l’ampliamento delle spese ammissibili rappresentano passi importanti verso un accesso agevolato al credito d’imposta.

FLAMME è qui per aiutarti a superare queste sfide, offrendo supporto specializzato e personalizzato per ottimizzare il tuo progetto e beneficiare al massimo degli incentivi disponibili.